domenica 23 dicembre 2018


Carissima, ti faccio i miei più sinceri auguri per le festività natalizie e di fine anno, per te e la tua famiglia! Spero sinceramente in un sereno anno nuovo per tutti i colleghi, anche se le condizioni generali della scuola italiana e di questo martoriato paese non invitano all'ottimismo immediato. Volevo semplicemente esternare il mio modesto parere sull'accoglienza e su tutto il retroterra ideologico, che quest’ultima rappresenta. Io purtroppo non credo nella politica dell’accoglienza né tanto meno su i cantori politici, ideologici, oppure ancora peggio nelle esternazioni di preti o pretonzoli vari!
Oggi il diritto e i suoi principi sono diventati sempre più diritti universali, e quanto meno è questa l’affermazione che si fa in giro. Ora io nelle attuali condizioni storiche, si badi bene attuali, non credo che rivendicare diritti “universali” o presunti tali, sia un fatto positivo progressivo o democratico o di avanzamento di civiltà. Anzi è oggi uno strumento di oppressione, di divisione con criteri più o meno razziali.
Mi spiego meglio, con due esempi storici, come sai la mia passione. Il diritto ad un processo equo e giusto nelle ns. condizioni è un sofisma logico, quando mai esisterà un processo equo e giusto tra un povero diavolo di galline ed un furfante matricolato che truffa in borsa o altro. La differenza di ricchezza permette difese tecnicamente più valide. Ed infatti in Italia in galera non sono quasi mai finiti truffatori e farabutti che hanno portato a casa miliardi di euro o di lire, ma poveri ladruncoli. Altro esempio storico, dopo la fine della guerra civile americana, l’ala repubblicana democratica e egualitaria che voleva liberare realmente i negri dalla condizione di schiavitù propose, con a capo Thaddeus Stevens, di dare alle masse negre emancipate dalla schiavitù con il XIII emendamento, “quaranta acri di terra e un mulo”. Questo provvedimento avrebbe realmente liberato i contadini negri dal servaggio economico e reso possibile superare la divisione razziale, che ti ricordo ha sempre una base di sfruttamento economico, in quanto forniva una base materiale al principio di eguaglianza ed eliminava il latifondo parassitario del sud. Ovviamente fu respinto e nel sud si approvarono leggi infami sulla segregazione e si rafforzò il braccio armato dell’oppressione razzista il famigerato Ku Klux Khan
Oggi che senso ha chiedere l’accoglienza per gli emigranti? Quando poi nel ns. paese il sistema salariale tende al più bieco sfruttamento, tramite il caporalato o le forme di contratti a tempo determinato ed altro. So anche bene, che quando si chiede di aiutarli a casa loro si stanno raccontando enormi fandonie. Aiutare le masse di emigranti a casa loro può significare una sola cosa reale: gli europei, gli Usa, la Cina ed altri dovrebbero finirla di “rubare” le risorse minerarie e materie prime dell’Africa; di “cessare” di imporre produzioni agricole basate solo sulle necessità produttive dei grandi monopoli ed altro che affamano quei paesi; di “interrompere” soprattutto l’invio di truppe e armi e consiglieri che si inseriscono ed alimentano i conflitti di questo continente ed anche dell’Asia. (tra parentesi anche il ns. governo dovrebbe ritirare e di corsa tutti i soldati che sono fuori dall'Italia e che costano un sacco di soldi inutili).
Concludo con un’osservazione che ho fatto leggendo il libro di  Davide Enia con Appunti per un naufragio (Sellerio) e guardando il suo magnifico spettacolo. Cosa vogliono dire per me queste gigantesche migrazioni? Se dal ‘500 in poi per colonizzare le due Americhe furono trasferiti milioni di schiavi dall'Africa, oggi in altre condizioni storiche milioni di persone sono costrette ad emigrare, con l’aggravante che i costi umani e materiali del trasferimento ed i rischi sono del tutto a loro carico e con un lucroso traffico di bestiame umano a vantaggio di varie organizzazioni ed individui criminali.
Scusa la lunghezza del messaggio un abbraccio e tanti auguri!


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