Carissima, ti faccio i miei più sinceri auguri per le
festività natalizie e di fine anno, per te e la tua famiglia! Spero
sinceramente in un sereno anno nuovo per tutti i colleghi, anche se le
condizioni generali della scuola italiana e di questo martoriato paese non
invitano all'ottimismo immediato. Volevo semplicemente esternare il mio modesto
parere sull'accoglienza e su tutto il retroterra ideologico, che quest’ultima
rappresenta. Io purtroppo non credo nella politica dell’accoglienza né tanto
meno su i cantori politici, ideologici, oppure ancora peggio nelle esternazioni
di preti o pretonzoli vari!
Oggi il
diritto e i suoi principi sono diventati sempre più diritti universali, e
quanto meno è questa l’affermazione che si fa in giro. Ora io nelle attuali condizioni
storiche, si badi bene attuali, non credo che rivendicare diritti “universali”
o presunti tali, sia un fatto positivo progressivo o democratico o di avanzamento
di civiltà. Anzi è oggi uno strumento di oppressione, di divisione con criteri
più o meno razziali.
Mi spiego
meglio, con due esempi storici, come sai la mia passione. Il diritto ad un
processo equo e giusto nelle ns. condizioni è un sofisma logico, quando mai esisterà
un processo equo e giusto tra un povero diavolo di galline ed un furfante
matricolato che truffa in borsa o altro. La differenza di ricchezza permette
difese tecnicamente più valide. Ed infatti in Italia in galera non sono quasi
mai finiti truffatori e farabutti che hanno portato a casa miliardi di euro o di
lire, ma poveri ladruncoli. Altro esempio storico, dopo la fine della guerra
civile americana, l’ala repubblicana democratica e egualitaria che voleva
liberare realmente i negri dalla condizione di schiavitù propose, con a capo Thaddeus
Stevens, di dare alle masse negre emancipate dalla schiavitù con il XIII
emendamento, “quaranta acri di terra e
un mulo”. Questo provvedimento avrebbe realmente liberato i contadini negri
dal servaggio economico e reso possibile superare la divisione razziale, che ti
ricordo ha sempre una base di sfruttamento economico, in quanto forniva una
base materiale al principio di eguaglianza ed eliminava il latifondo parassitario
del sud. Ovviamente fu respinto e nel sud si approvarono leggi infami sulla
segregazione e si rafforzò il braccio armato dell’oppressione razzista il
famigerato Ku Klux Khan
Oggi che
senso ha chiedere l’accoglienza per gli emigranti? Quando poi nel ns. paese il
sistema salariale tende al più bieco sfruttamento, tramite il caporalato o le
forme di contratti a tempo determinato ed altro. So anche bene, che quando si
chiede di aiutarli a casa loro si stanno raccontando enormi fandonie. Aiutare
le masse di emigranti a casa loro può significare una sola cosa reale: gli
europei, gli Usa, la Cina ed altri dovrebbero finirla di “rubare” le risorse minerarie e materie prime dell’Africa; di “cessare” di imporre produzioni agricole
basate solo sulle necessità produttive dei grandi monopoli ed altro che
affamano quei paesi; di “interrompere”
soprattutto l’invio di truppe e armi e consiglieri che si inseriscono ed
alimentano i conflitti di questo continente ed anche dell’Asia. (tra parentesi
anche il ns. governo dovrebbe ritirare e di corsa tutti i soldati che sono
fuori dall'Italia e che costano un sacco di soldi inutili).
Concludo
con un’osservazione che ho fatto leggendo il libro di Davide Enia con Appunti
per un naufragio (Sellerio) e guardando il suo magnifico spettacolo.
Cosa vogliono dire per me queste gigantesche migrazioni? Se dal ‘500 in poi per
colonizzare le due Americhe furono trasferiti milioni di schiavi dall'Africa,
oggi in altre condizioni storiche milioni di persone sono costrette ad
emigrare, con l’aggravante che i costi umani e materiali del trasferimento ed i
rischi sono del tutto a loro carico e con un lucroso traffico di bestiame umano
a vantaggio di varie organizzazioni ed individui criminali.
Scusa la
lunghezza del messaggio un abbraccio e tanti auguri!
