Qualche
modesta spigolatura sulle elezioni del consiglio di istituto
Oggi
e domani 26 e 27 novembre si ripete il triste e stanco rito delle elezioni del
consiglio di istituto e la storia ci conferma i suoi paradossi.
Quando
apparve questo istituto rappresentativo, legato non dimentichiamolo ai famosi
decreti delegati del 1974, quest’ultimi furono definiti all’interno del
movimento studentesco di allora, al quale giovane ed inesperto partecipavo,
come “Piccoli, Malfatti e Storti”. Si veniva da una grande stagione di
partecipazione alle lotte studentesche con occupazioni manifestazioni e
scioperi. Nella scuola i sindacati si battevano per la eleggibilità della
carica del dirigente, e per l’abolizione del libro di testo. Quella concessione
di una rappresentanza divisa in maniera gerarchica e settoriale, dove la
componente studentesca, parlo della scuola superiore era rappresentata in modo
minoritario, rispetto alle altri, pur essendo la maggioranza, fu bollata come
bieco riformismo. (Mi sa che la parola riforme, in Italia ha sempre una valenza
negativa). Oggi che ci si muove verso una totale soppressione di una
rappresentanza degli studenti e dei docenti, si può osservare che per i corsi e
ricorsi della storia, strani e contorti, il consiglio di istituto e la sua
elezione sono rimasti un piccolo spazio di democrazia, ricordando che lo
possono essere solo se il collegio dei docenti e le assemblee studentesche
siano effettivamente rappresentative dei veri bisogni dell’utenza scolastica e
del corpo docente. In caso contrario sono soltanto un organo burocratico che
deve sfornare delibere, etc….
Torniamo
a “Piccoli, Malfatti e Storti”. Chi
erano? Tre democristiani con storie differenti: Flaminio Piccoli (1915-2000) fu un doroteo, ed è il firmatario
della famosa legge sul finanziamento pubblico ai partiti che dovevano rifarsi
una verginità, dopo lo scandalo della scoperta dei fondi occulti delle grandi
compagni industriali e petrolifere. Franco
Maria Malfatti (1927-1991) politico democristiano anche lui doroteo, che
ricoprì svariati incarichi, l’opera sua più significativa è la redazione dei
famosi o famigerati decreti delegati del 1974 come ministro della pubblica
istruzione. Bruno Storti
(1913-1994), sindacalista e politico, fu presidente della CISL, dopo il grande
Pastore, e il suo compito principale negli anni ’70 fu quello di normalizzare
la CISL, dacché l'ala metalmeccanica, sotto la direzione di Pierre Carniti,
era andata su posizioni più radicali della stessa CGIL.

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