lunedì 27 novembre 2017

Qualche modesta spigolatura sulle elezioni del consiglio di istituto

Oggi e domani 26 e 27 novembre si ripete il triste e stanco rito delle elezioni del consiglio di istituto e la storia ci conferma i suoi paradossi.
Quando apparve questo istituto rappresentativo, legato non dimentichiamolo ai famosi decreti delegati del 1974, quest’ultimi furono definiti all’interno del movimento studentesco di allora, al quale giovane ed inesperto partecipavo, come “Piccoli, Malfatti e Storti”. Si veniva da una grande stagione di partecipazione alle lotte studentesche con occupazioni manifestazioni e scioperi. Nella scuola i sindacati si battevano per la eleggibilità della carica del dirigente, e per l’abolizione del libro di testo. Quella concessione di una rappresentanza divisa in maniera gerarchica e settoriale, dove la componente studentesca, parlo della scuola superiore era rappresentata in modo minoritario, rispetto alle altri, pur essendo la maggioranza, fu bollata come bieco riformismo. (Mi sa che la parola riforme, in Italia ha sempre una valenza negativa). Oggi che ci si muove verso una totale soppressione di una rappresentanza degli studenti e dei docenti, si può osservare che per i corsi e ricorsi della storia, strani e contorti, il consiglio di istituto e la sua elezione sono rimasti un piccolo spazio di democrazia, ricordando che lo possono essere solo se il collegio dei docenti e le assemblee studentesche siano effettivamente rappresentative dei veri bisogni dell’utenza scolastica e del corpo docente. In caso contrario sono soltanto un organo burocratico che deve sfornare delibere, etc….

Torniamo a “Piccoli, Malfatti e Storti”. Chi erano? Tre democristiani con storie differenti: Flaminio Piccoli (1915-2000) fu un doroteo, ed è il firmatario della famosa legge sul finanziamento pubblico ai partiti che dovevano rifarsi una verginità, dopo lo scandalo della scoperta dei fondi occulti delle grandi compagni industriali e petrolifere. Franco Maria Malfatti (1927-1991) politico democristiano anche lui doroteo, che ricoprì svariati incarichi, l’opera sua più significativa è la redazione dei famosi o famigerati decreti delegati del 1974 come ministro della pubblica istruzione. Bruno Storti (1913-1994), sindacalista e politico, fu presidente della CISL, dopo il grande Pastore, e il suo compito principale negli anni ’70 fu quello di normalizzare la CISL, dacché l'ala metalmeccanica, sotto la direzione di Pierre Carniti, era andata su posizioni più radicali della stessa CGIL.