Credo che l’esito delle elezioni
vada attentamente considerato e se vogliamo siamo solo all’inizio. Le prime
sono ovviamente queste:
1) Vincono le elezioni i
partiti/movimenti/comitati elettorali, che si sono opposti alle politiche
operate da Bruxelles e dal governo Monti e poi dai governi che lo hanno
seguito;
2) Le elezioni mostrano
chiaramente che i partiti nati dalla Resistenza e dalla “cosiddetta prima
Repubblica” sono oramai morti e sepolti, questo non è un pessimo risultato,
erano morti viventi che ammorbavano l’aria politica;
3) Il paese si divide seguendo
una faglia storica, basterebbe confrontare una cartina della suddivisione del
voto, con l’Italia del 1943/44, oppure l’Italia del primo medioevo; Questo fatto
che si ripete ciclicamente, oltre a confermare il fallimento politico dell’unità
d’Italia, credo che possa prefigurare in caso di gravissima crisi politica internazionale,
non da escludere e sempre possibile, una prevedibile separazione o
frantumazione dell’Italia; Il nord alla Germania e il sud agli americani, d’altra
parte qui hanno le loro basi militari principali;
4) Si conferma che la crisi
economica, che dura da ben 20 anni, porterà ad un’uscita a dx, con un nuovo
tipo di fascismo, basato sulla caccia e sfruttamento bestiale degli
extracomunitari e l’ulteriore precarizzazione del lavoro, la fine dell’assistenza
sociale e di quanto nel bene o male si conosce prodotto nel novecento;
5) Restano sempre ampi spazi per
fare politica, ma pensare alla rinascita di qualcosa di veramente democratico
ci vorrà tempo, tanto tempo……L’unico dato positivo è che ora finalmente si è
rotto quel rapporto negativo che legava chi si auto-definiva comunista o
democratico, con quelli che affossavano la democrazia e i diritti.
6) Infine, un’osservazione sul
voto nel meridione: è vero che può apparire clientelare alla ricerca di un
sostegno economico il cosiddetto salario frutto del reddito di cittadinanza, ma
lo è solo in parte. È la conferma storica che una rottura con il tradizionale
collateralismo del meridione, che votava sempre per i candidati governativi. Le
masse meridionali, come capita talvolta, si mettono all’avanguardia di scelte
radicali, poi tradite – spesso è avvenuto o represse nel sangue – ritornano al
classico rapporto clientelare;
7) Ultimo dato i vincitori
dovranno cambiare il quadro istituzionale se vogliono avere successo e lì misureranno
il loro reale consenso.
